Che cos’è un agriturismo?

Dopo aver parlato del Bed & Breakfast oggi parliamo di un altro tipo di struttura ricettiva: l’agriturismo.

Che cosa si intende per agriturismo?
In Italia, il termine “agriturismo” è stato coniato a metà degli anni Sessanta. L’esercizio dell’attività agrituristica da parte delle imprese agricole, secondo il Codice Civile (art. 2135), è consentito esclusivamente nel rispetto di specifiche norme che ne regolano la connessione con l’attività agricola. Dunque, molti ignorano che  l’attività agrituristica è considerata, appunto, attività agricola.

In particolare, come recita il Codice Civile (Art. 2135, I comma) è un imprenditore agricolo colui che esercita un’attività diretta alla coltivazione del fondo, alla selvicoltura, all’allevamento del bestiame e alle attività connesse”, mentre per agriturismo si intende “ogni attività di ricezione e ospitalità esercitata dagli imprenditori agricoli […] attraverso l’utilizzazione della propria azienda in rapporto di connessione e complementarità rispetto alle attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento del bestiame, che devono comunque rimanere principali” (Art. 2, legge 730/1985).

Ma quali sono le norme che regolamentano il settore?

Le norme che regolano il settore in Italia sono:

  • una nuova Legge-Quadro Statale (Legge 20 febbraio 2006, n. 96), che indica alle Regioni i principi generali di definizione dell’attività agrituristica;
  • Leggi Regionali che indicano alle imprese criteri e limiti per l’esercizio dell’attività stessa.

Chi può svolgere un’attività agrituristica?

L’autorizzazione ad esercitare l’agriturismo è riservata ai soli lavoratori autonomi dell’agricoltura che a qualunque titolo e forma esercitano attività di impresa: ciò vale per tutti gli imprenditori agricoli (di cui all’art. 2135 del Codice Civile), senza distinzione tra imprenditori a titolo principale o a titolo parziale, per tutti i familiari (di cui all’art. 230-bis del Codice Civile), purché siano partecipi dell’impresa agricola a conduzione familiare, ad ogni forma di imprenditoria agricola associata.

E quali attività si possono svolgere con un agriturismo?

All’interno dell’agriturismo poi si possono svolgere diverse attività, tra cui quella di ricezione e di ospitalità, purché sempre in connessione con le attività di coltivazione del fondo e dell’allevamento del bestiame, che, per legge, devono rimanere prevalenti.

Quindi, che cosa deve fare un imprenditore agrituristico?

Il futuro imprenditore agrituristico deve sapere che l’agriturismo rappresenta una fonte di reddito complementare e integrativa dell’impresa agricola. Significa che l’attività agrituristica presuppone sempre l’esistenza di un’azienda agricola situata in una zona particolarmente favorevole al turismo, per quanto riguarda, ad esempio, il paesaggio, la vicinanza del mare, della montagna o di centri d’arte, e la possibilità di sfruttare tutti questi elementi per integrare il reddito aziendale.

L’attività agrituristica, inoltre, si è sinora dimostrata anche uno straordinario mezzo sia per promuovere le produzioni più tipiche del nostro paese sia per creare lavoro anche nei periodi di forte recessione economica.

Tale tipologia di attività può trattare, dunque, vigneti, oliveti, coltura di verdura o frutta oppure anche allevamento di bestiame. Oltre a questo, un agriturismo offre ai turisti la possibilità di pernottamento, ristorazione oppure di entrambe le cose.

Per cui, è chiaro come in un agriturismo l’ospitalità e l’accoglienza di eventuali ospiti è da ritenersi solo una piccola parte dell’intera attività.

In particolare, per l’ospitalità degli ospiti un imprenditore agricolo può utilizzare:

  • i fabbricati rurali (anche parte dell’abitazione dell’imprenditore);
  • i fabbricati in centri abitati destinati ad abitazione dell’agricoltore (nello stesso comune o in quello limitrofo);

Ricapitolando, le attività agrituristiche possono essere, dunque, esercitate esclusivamente in un’ azienda agricola utilizzando il fondo e i fabbricati rurali, tutti o in parte, che non vengono più utilizzati per la normale attività agricola o per gli usi abitativi dell’imprenditore e della sua famiglia. E’ escluso l’uso di edifici, anche se di proprietà dell’imprenditore, non pertinenti l’azienda agricola e ubicati in luogo diverso dal fondo ove si intende esercitare l’agriturismo. Non sono consentite, inoltre, costruzioni ex-novo ma solo recuperi e ristrutturazioni.

Ad oggi, il numero di agriturismi in Italia è considerevolmente elevato ed è destinato ad aumentare con l’incremento previsto delle attività agricole e con l’apertura verso una più ampia tipologia dei servizi da offrire alla clientela affezionata a questo tipo di struttura ricettiva. C’è anche da dire che già da diversi anni a molte persone piace trascorrere la propria vacanza in un  agriturismo per beneficiare di tutti i vantaggi che tale tipologia di struttura può offrire.

Concludiamo dicendo che quella dell’attività agrituristica è, insieme al B&B, sicuramente tra le più diffuse e importanti per il nostro paese.

Vediamo allora nel prossimo articolo come aprire un agriturismo.

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